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mercoledì, 11 marzo 2009

Little game

Vuoi distrarti un po'...                 

                                             Jungle-Jiggy

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postato da: ivanelterrible alle ore 14:37 | link | commenti
categorie: di tutto un po
martedì, 10 marzo 2009

Il Geco e la Volpe - 3° parte

Giunta la serata degli spettacoli tutto procedeva come di consueto ma a un tratto, una volta terminati e prima che il pubblico lasciasse il teatro, la volpe fermò tutti dicendo che doveva fare un discorso. Il geco perplesso e preoccupato di quello che stava accadendo decise di aspettare la fine dell’enunciato.

La volpe cominciò a dire che quello era l’ultimo spettacolo del geco e che al suo posto sarebbe subentrata la salamandra; che il geco non ci stava con la testa, che aveva problemi di lavoro e quindi non poteva continuare gli spettacoli. La volpe si assumeva la responsabilità di perdere alcuni degli spettatori; le condizioni? Senza vedere la salamandra all’opera, il pubblico doveva decidere la sera stessa le proprie intenzioni, continuare con l’artista in questione oppure non vedere più i prossimi spettacoli e riavere gli ingressi già pagati.

Il geco disse al pubblico che veniva a conoscenza di questa decisione solo in quel preciso istante proprio come tutti loro. Cominciò a spiegare realmente come stavano le cose con il lavoro e che comunque sarebbe riuscito a finire gli spettacoli che stava facendo. Sconcertato come molti degli spettatori per il modo di agire, il geco non ci mise molto a prendere le sue cose e lasciare quel luogo in cui aveva tanto creduto. Chiaramente anche qualcuno del pubblico abbandonò il teatro.

Pochi giorni dopo al geco furono dati subito i sassi arretrati come artista e fu liquidato dai suoi impegni con molta diplomazia. La volpe disse di voler mettere da parte le questioni relative al lavoro perché il rammarico era di aver perso un amico. Il geco si limitò ad ascoltare e dire il minimo indispensabile per educazione dovuta. Finito l’incontro andò via.

Fortunatamente il geco, grazie all’aiuto di un fedele amico, riuscì in breve tempo a trovare una locazione per continuare i suoi spettacoli venendo incontro al pubblico ormai affezionato. In alternativa avrebbe anche fatto spettacoli privati direttamente a casa loro.

Così si conclude la nostra avventura.

Per la morale? Vi aspetto al prossimo post!


postato da: ivanelterrible alle ore 20:11 | link | commenti
categorie: di tutto un po
giovedì, 19 febbraio 2009

Il Geco e la Volpe - 2° parte

Purtroppo non c’erano altre dighe nei dintorni e il geco sapeva disegnare solo su legno. Non lontano dalla montagna venne a sapere che una lucciola insegnava a dipingere su altri materiali. Purtroppo gli orari per l’insegnamento coincidevano con gli spettacoli del geco; sicuramente, una volta imparato queste nuove tecniche, avrebbe trovato un altro lavoro più facilmente. Mentre avanzavano queste ipotesi il geco chiese per ben due volte i sassi che aveva guadagnato in passato, non quelli per la costruzione del teatro ma quelli guadagnati come artista, ma la volpe faceva finta di niente.

Alla fine del primo trimestre in una festa organizzata dal teatro, il geco vide per caso la salamandra interpretare alcune parti del suo spettacolo.

 

Geco: “Come mai conosco tutti gli animali del teatro e di questa salamandra so così poco?”

 

Nei tre mesi, ormai trascorsi, il geco era rimasto più di una volta scettico sulle scelte della volpe, ma poiché nulla era ancora nero su bianco, preferì ,fiducioso, non avere voce in capitolo. Per finire nella nuova programmazione degli spettacoli vide che qualcosa non quadrava; la salamandra faceva il suo stesso spettacolo ma in un giorno diverso.

Date le circostanze il geco, sconfortato e preoccupato, cominciò con fatica la ripresa degli spettacoli. In cuor suo sapeva benissimo quello di cui aveva bisogno il teatro ed era consapevole che prima o poi avrebbe dovuto lasciare il suo ruolo di artista. Perché ? Perché il ballo rimaneva una passione e gli sforzi richiesti dal teatro andavano oltre le sue possibilità. Quindi per garantire il potenziamento del teatro pensava che sarebbe rimasto solo come collaboratore ed amico.

Nel frattempo la lucciola non transigeva sugli orari delle lezioni, ma il geco riuscì comunque a ottenere una proposta vantaggiosa. Il geco avrebbe garantito ancora tre mesi dei suoi spettacoli cercando nel frattempo un buon sostituto.

Dal disastro della diga, la volpe era sempre stata aggiornata su tutto, ma, nel momento in cui il geco la informò dei suoi ultimi problemi e della possibile soluzione, oltre che preoccupata la volpe era rimasta delusa.

 

Negli ultimi anni i cambiamenti climatici di Verduno avevano causato danni alla maggior parte delle abitazioni e dei campi, alcuni animali furono colpiti in prima persona ed altri di riflesso. Quindi per il geco la delusione della volpe non era comprensibile visto che si rendeva conto del problema e stava cercando di risolverlo nel migliore dei modi, anche nei confronti del pubblico che veniva puntualmente a vederlo.

 

Il geco e la volpe si rincontrarono per parlare. La volpe decise che il geco doveva sospendere gli spettacoli nonostante i primi fossero già stati fatti. Il geco per nulla d’accordo non comprendeva la decisione presa e la mancanza di comprensione di chi reputava un amico, considerando le difficoltà che stava attraversando.

Il geco a questo punto cominciò a discutere delle situazioni che riteneva equivoche e poche chiare sulla gestione del teatro in vista della futura possibilità di diventare consigliere. Sembrava però che ogni suo dire fosse vano e poco costruttivo. Al termine della discussione il geco ebbe comunque il permesso di finire i suoi 3 mesi di spettacoli.

 

 

Il nostro geco riuscirà a finire i suoi spettacoli?   Lo scoprirete nella terza e ultima parte della nostra storia .


postato da: ivanelterrible alle ore 14:16 | link | commenti
categorie: di tutto un po
venerdì, 13 febbraio 2009

Il Geco e la Volpe - 1° parte

 C’era una volta su un pianeta chiamato Verduno, un’immensa pianura piena di alberi con ogni tipo di foglia e fiore. Come sul pianeta terra c’erano mari, laghi e fiumi che garantivano la sopravvivenza della vegetazione. In questa immensa natura convivevano ogni specie di animale domestico e selvatico. Come gli umani anche loro avevano un lavoro, una casa e non mancavano di aspirazioni e sogni. Al centro di Verduno sorgeva un’enorme cascata dove vivevano un castoro e un geco.

Il castoro aveva un’immensa diga, fatta di tronchi e rami, da gestire e governare; alcuni animali del posto lo aiutavano, compreso un geco. Il suo compito era di abbellire la diga con i disegni più stravaganti che potesse concepire. Il castoro lo ricompensava con dei sassi per costruire la sua montagna.

Il geco per sopravvivere aveva bisogno del sole e con tutti gli alberi nei dintorni l’ombra non mancava mai; quindi con i sassi del castoro puntava a creare la montagna più alta che si fosse mai vista dove salire al bisogno e godere dei raggi caldi che provenivano dal cielo. Una volta al sicuro, avere una sua famiglia.

Intanto, non lontano dalla cascata, una volpe con la sua famiglia stava progettando di costruire un teatro; in cerca di talenti girovagava per Verduno. Un bel giorno incontra il geco.

 

Volpe: ” Ciao geco!”.

Geco: ” Ciao!”.

Volpe: ” Avrei una proposta da farti; ti andrebbe di lavorare nel mio teatro?”.

Geco: ” Caspita sarebbe fantastico, posso vederlo?”.

Volpe: ” Certo! Posso contare su di te?”.

Geco: ” Sicuro però ricorda che io ho già un lavoro per me molto importante”.

Volpe: “ Non preoccuparti ne sono consapevole”.

 

Il geco accettando la proposta sapeva che avrebbe lavorato di più. Ma nel teatro cosa avrebbe fatto il nostro amico? Avrebbe ballato. Si, perché il nostro protagonista lo aveva già fatto in passato in diversi luoghi e con gruppi più piccoli.  Sapeva che poteva insegnare a qualsiasi animale come ballare e sorridere allo stesso tempo proprio come faceva lui. In un teatro probabilmente l’avrebbero seguito in molti; sarebbe stato fantastico donare a tutti un po’ di felicità, libertà e voglia di vivere.

Il geco e la volpe non vedevano l’ora di fare spettacoli, ma prima bisognava finire il teatro e la volpe aveva esaurito i sassi. I tempi stringevano e il teatro rischiava di non somigliare nemmeno lontanamente a quello che doveva rappresentare. Il geco, preso dalla belle parole della volpe su quello che questo fabbricato avrebbe rappresentato per lui e dalla libertà di collaborare, decise di aiutarlo prendendo dei sassi dalla sua montagna. Con il suo aiuto in poco tempo fu sistemato il pavimento, migliorata l’acustica, arredato il complesso e grazie alle sue doti di disegnatore furono aggiunte sagome di animali colorati per divertire i più piccoli, delle scritte e quadri per abbellire le pareti. La volpe non pensava che il geco sarebbe stato così utile e ringraziandolo per il suo aiuto lo nomina suo collaboratore e consigliere senza firmare nessun contratto e promettendo che a tempo debito tutto sarebbe stato messo nero su bianco. Anche il geco era contento così avrebbe avuto il tempo necessario per capire la gestione del teatro.

All’inaugurazione si riunirono in molti compresi i parenti dei nostri amici. Mentre cominciavano i primi spettacoli uno degli animali che doveva esibirsi non si presentò e il geco decise di fare supplenza finché non si fosse trovato un altro animale di rimpiazzo. Il lavoro triplicò e il geco finì il trimestre davvero esausto. Ormai era diventato oltre che un artista, un collaboratore e un amico.  

A dir della volpe, nonostante il grande afflusso di animali, i sassi ricavati permisero di pagare solamente il terreno su cui era sorto il teatro. Anche il geco a quel punto, per aiutarla, decise di non incassare subito tutti i sassi guadagnati come artista.

Durante la pausa teatrale arrivò una notizia che nessuno si aspettava. La diga del castoro fu distrutta da un’onda anomala sommergendo alcuni degli animali che ci lavoravano. Il geco si salvò, ma si trovò all’improvviso senza lavoro. Gli alberi crescevano e le ombre si avvicinavano sempre più alla vetta della sua montagna; doveva assolutamente fare qualcosa. Nel mentre, avveniva un incontro tra la volpe e una salamandra...

 

Cosa succederà al geco? E questa salamandra chi è? Lo scoprirete nel prossimo episodio .


postato da: ivanelterrible alle ore 21:15 | link | commenti
categorie: di tutto un po
mercoledì, 28 gennaio 2009

NEWS

Ciao a tutti !  Quanto tempo è ?!! Come prevedevo, dopo l’inaugurazione della scuola, la vita è diventata ancora più caotica, senza escludere gli imprevisti che si sono sommati man mano. Mi dispiace non aver seguito più il blog e non aver fatto i miei consueti auguri quindi vi chiedo scusa. Per concludere sono senza linea telefonica e dovrò aspettare la fine di febbraio per tornare in rete.

Di seguito vi farò una breve sintesi di tutte le vicende che hanno in qualche modo cambiato le sorti del mio cammino. “Grazie alla crisi” anche la mia azienda, come tante, è fallita e attualmente in mobilità corro a destra e sinistra per sistemare la mia occupazione. Approfitterò dell’opportunità di migliorare le conoscenze nel campo della grafica partecipando ai corsi che sovvenziona lo stato per chi, come me, non ha più un lavoro. Attualmente non percependo stipendi ho bloccato tutte le spese non necessarie per la sopravvivenza  compresi i corsi di Hiphop che seguivo a Milano  ( Ciao Vittorio!  ). Spero di approfittare della presenza di Johnny a scuola per tenermi in allenamento.

Mentre accadeva tutto questo, fortunatamente, proprio il giorno del mio compleanno ho avuto il più bel regalo che mi poteva capitare: “Maria” .  

La scuola? Posso dirvi che a parer di molti è partita alla grande e anche noi siamo rimasti contenti. Tutti questi argomenti dovrebbero essere dilungati e ampliati sotto molti punti di vista ma preferisco farlo a tempo debito, fidatevi di me . Come tanti anche io sono su Facebook ma non come Ivan el terrible quindi solo chi conosce il mio vero nome può trovarmi. Del ballo parlo sempre meno avete ragione ma perché ora come ora ci sono cose più importanti cui pensare. Comunque più passa il tempo e più comprendo che la mia passione per la danza rimarrà tale e non muterà mai in una professione a tutti gli effetti. Per finire volevo salutare e ringraziare un allievo, il suo nome è Marco, che poco tempo fa ha partecipato con me alla festa in comunità facendo da spalla e aiutandomi come cavaliere per le dame. Saluto anche tutti coloro che nel frattempo mi hanno scritto, chiedendomi che fine avessi fatto. Sicuramente il 2009 non sarà un anno facile ma finché non si incomincia a pensare il contrario niente inizierà a cambiare…


domenica, 05 ottobre 2008

Una vita come tante

                                           Un enorme puzzle che raffigura

                                          un cielo azzurro e piccole nuvole

                                             attende di essere completato.

                                        Pezzo dopo pezzo trascorri il tempo

                                 cercando di commettere meno errori possibili.

                                          Non uno ma otto di questi puzzle

                                   ti circondano come pannelli di cartongesso

                                               nascondendo un desiderio

                                                che sovrasta dentro di te;

                                  e mentre lui aspetta di avere la sua occasione

                                    musica ed emozioni fanno da sottofondo

                                        conciliando ogni istante che passa.

 

 


postato da: ivanelterrible alle ore 15:17 | link | commenti (2)
categorie: di tutto un po
domenica, 21 settembre 2008

Prima settimana

Allora? Come è andata la presentazione? Direi bene, c'è stata molta affluenza. Proprio per questo le lezioni non potevano essere gestite nel modo più corretto. Il nostro proposito rimane di non superare le 10 coppie per corso garantendo un’adeguata attenzione nei confronti di ogni allievo. Cercheremo con il passare del tempo di migliorare ogni aspetto della scuola con l'esperienza e il vostro aiuto. Non da questa, ma dalla prossima settimana, esporremo anche il calendario per l'allenamento del sabato sera. Noi siamo contenti malgrado qualche piccolo intoppo si sia presentato, garantendoci quella dose di sfortuna che mai ci è mancata dall'inizio dei lavori. Questo per farvi capire che molte volte di fronte all'imprevedibilità bisogna avere un po' di pazienza e forza d'animo. Da domani si comincia e chi non fosse riuscito a venire alle presentazioni avrà comunque diritto alla lezione gratuita senza obbligo di iscrizione. Per ora è tutto...ci vediamo in settimana .


postato da: ivanelterrible alle ore 13:48 | link | commenti
categorie: pr
venerdì, 12 settembre 2008

La nascita della scuola

Vi starete chiedendo come è andata l’inaugurazione…direi molto bene . Abbiamo ricevuto 120 visite e durante questa settimana molte telefonate. Siamo contenti, la sala è piaciuta e prometto di farvela vedere al più presto.

Tutto è cominciato con la nascita di una bimba. Poi si è aggiunto il sogno di aprire una scuola di danza.

Mio padre alcune volte mi ha detto: ” Tutto quello che faccio, lo faccio per te!”. Quando ho sentito il padre ragionare allo stesso modo per sua figlia, non ho visto altro che buoni propositi, sani valori e tanta voglia di concretizzare un desiderio. Ed è così che ho deciso in principio di diventare l’insegnante di caraibici. Poi, successivamente, il mio interessamento, la partecipazione ai lavori, nonché l’aiuto morale ed economico hanno fatto fronte a quelle incognite che prima o poi questo papà avrebbe incontrato sulla sua strada. Aveva già fatto molto e io non ho esitato a dargli il mio appoggio. In poco tempo abbiamo condiviso pensieri, apprensioni e confidenze, nonché le stesse cene. Credo di poter dire che siamo già più che amici anche perché condividiamo tante idee e tanti modi di fare. Ecco perchè ora sono anche vicepresidente! . Sono stato coinvolto fisicamente ed emotivamente in un sogno che mai avrei pensato di vivere, nonostante ci avessi pensato più di una volta (scusate se mi ripeto ). Ora dopo mille auguri ricevuti dalle persone a me care spero come nei più bei film, che tutto vada per il meglio, di regalare tanti sorrisi e tanta felicità a chiunque oltrepassi la nostra porta. Benvenuti nella nostra piccola realtà…


postato da: ivanelterrible alle ore 23:03 | link | commenti
categorie: ringraziamenti, biografie
mercoledì, 13 agosto 2008

Nostalgia mattutina

Flying through the air (Dal film "Più forte ragazzi")

Quante volte rivedendo o ascoltando qualcosa del passato vi siete detti: ”Come mi piacerebbe tornare indietro”. Magari solo per un attimo oppure per cambiare parte della vostra storia; per non ricadere in qualche errore o semplicemente rivivere un momento di felicità lontano da ogni preoccupazione. Questa mattina mi sono svegliato presto, nonostante sia ancora in vacanza, e mi sono messo ad ascoltare qualche pezzo degli Oliver Onions ; per i più giovani forse sconosciuti ma per chiunque abbia visto almeno un film di Bud Spencer e Terence Hill li ricorda come  gli autori delle loro colonne sonore. Quelle musichette che non potevano fare altro che farti sorridere, mentre volava qualche scapaccione a destra e a manca. Si, tanta nostalgia perché in quei film così semplici non c’era sangue, non si dicevano parolacce, non si finiva obbligatoriamente a vedere scene di sesso esplicito. Tu, piccolo ed innocente , eri lasciato davanti al televisore da mamma e papà senza la preoccupazione di doverti dare una spiegazione per ogni cosa o con l’apprensione che alcune scene potevano turbarti. Ridevi perché un omone un po’ panciuto dagli occhi stretti dava un pugno in testa ad un cattivo facendolo barcollare fino a terra. Non te ne fregava niente della trama, della fotografia, della scenografia, della regia; l’importante era, nonostante le incomprensioni tra loro, che alla fine univano sempre le forze per prendere a calci nel sedere i nemici. Oggi non farebbe nessun effetto…Ne siamo certi? Accendendo poi la tv ho rivisto i CHiPs e cosa volete che vi dica, le stesse cose? Ecco perché la televisione non era spazzatura e nonostante tutto si diceva ai ragazzi di uscire per giocare all’aria aperta e ora cosa gli diciamo visto che fuori non si respira più . Non che ora non ci sia nulla di buono ma se mettete a confronto i telefilm e le serie commedy di oggi con quelli di ieri capirete che uno stereotipo è notevolmente mutato e secondo me non certo in meglio. Credo che come in tutte le cose oramai anche qui il nostro caro amico denaro avrà fatto la sua parte facendo cambiare le carte in tavola ai nostri imprenditori di programmazioni televisive. Avranno pensato: ”Perché mai dobbiamo preoccuparci noi di chi guarda la tv e non lasciamo la responsabilità al popolo; in fondo se io trasmetto questo programma a quest’ora, incasso il doppio”. Poi: "Perchè la censuriamo? così funziona". Si forse esagero…non so, ma io la tv ho smesso di guardarla…

ps. Per quelli della mia generazione: http://www.dimenticatoio.it/ 

 


postato da: ivanelterrible alle ore 08:07 | link | commenti
categorie: biografie
lunedì, 04 agosto 2008

Etnico n°2

Ecco il secondo quadretto della serie anche se la foto non rende....ahah .


postato da: ivanelterrible alle ore 17:02 | link | commenti
categorie: biografie